Modalità di apprendimento
La
psicologia della Gestalt descrive la percezione in termini di
GLOBALITA’
ANALISI
SINTESI
In tale modello
si ipotizza una percezione globale dell’evento comunicativo, qualunque sia.
Dopo aver
globalmente percepito l’imput coinvolgendo primariamente l’emisfero destro
del cervello, si muove ad una ricezione guidata dell’insegnante.
L’insegnante
porta gli allievi ad analizzare gli elementi culturali, funzionali,
grammaticali, alfabetici, sillabici, ecc., operazione che coinvolge che
l’emisfero sinistro del cervello. Sicché l’attività cognitiva coinvolge
l’intierezza della persona.
La dimensione
psico e neuro linguistica
Trova il suo
coronamento in operazioni di sintesi, cioè di riutilizzo - molto guidato
all’inizio dell’unità didattica e poi, via via sempre più libero e creativo
– di quanto si è acquisito in quell’unità, innestandolo sull’acquisizione
derivata dalle unità precedenti.
Infine sia
l’allievo sia l’insegnante hanno bisogno di fare il punto sull’effettiva
acquisizione di quanto proposto – fase di verifica che consente di decidere
se procedere ad una fase successiva o se necessaria un’attività di rinforzo
di alcuni elementi, oppure di recupero più generale per recuperare alcune
lacune a monte.
Ordine naturale
Si
tratta di un principio di graduazione del materiale, cioè si inizia dal
presente, non dal passato, dall’affermativo, non dal negativo.
L’ordine
naturale di acquisizione è una successione di elementi linguistici collocati
in sequenza temporale.
Metodo comunicativo situazionale
Si basa sul
principio che la lingua da imparare è uguale alla lingua da usare.
Non a caso i
testi di italiano L2 scelti per le classi di immigrati propongono percorsi
di apprendimento collegati a situazioni reali che li coinvolgono.
Approccio
funzionale
Mira
all’insegnamento della competenza comunicativa.
Sono
fondamentali i bisogni degli allievi, ossia l’uso che intendono fare della
lingua.
Approccio
interculturale
Ogni argomento
introdotto prevede lo scambio culturale graduato secondo i livelli, ad
esempio: come si dice nella tua lingua - come si fa/si usa al tuo paese -
descrivi il tuo paese
Approccio
autobiografico
Al centro
dell’apprendimento c’è la persona. Ascoltando la persona e il suo
bisogno comunicativo, possiamo rimandarle in forma corretta l’espressione di
sé, del suo mondo, del suo vissuto.
Possiamo
utilizzare questo “materiale” per la lezione, graduandolo secondo il
livello.
Questo approccio
è valido per qualsiasi livello
E’ utile
all’interazione di gruppo, per rafforzare processi di auto-aiuto.
Supporta la
relazione al di fuori della scuola.
E’ terapeutico
(migrare comporta traumi).
E’ motivante.
Ascolto attivo
Per un ascolto
attivo è necessario:
Creare il clima
adatto.
Lasciare spazio
per la presa di parola.
Non riempire lo
spazio che segue con commenti.
Limitarsi al
rimando linguistico ripetendo la frase correttamente.
Non insistere
sull’errore o sulla ripetizione della frase corretta da parte dello
studente, lasciar fluire il discorso.
Prendere nota e
in seguito riscrivere sulla lavagna
Se il discorso
non è chiaro, supportare con “vuoi dire questo?”
Saper ascoltare
il silenzio e il bisogno di dire nascosto.
Non porre
domande troppo dirette.
Esporsi/rivelarsi per primi.
Gli errori
Spesso l’errore
è frutto di interferenza della lingua madre.
L2 viene appresa
tramite costruzione di ipotesi relativi alla sua strutturazione e ai suoi
significati.
L’errore è una
forma scorretta provvisoria in quanto si adatta una strategia di
esemplificazione.
La insistente
correzione degli errori può essere dannosa in quanto gli allievi la
sperimentano come insuccesso , si demotivano, si fanno vincere dalla paura
di esporsi, di fare delle gaffe.
L’errore può
essere un indicazione del grado di conoscenza raggiunta.
Vi sono errori
che vanno corretti e errori che possono rimanere tali, al primo tipo
appartengono gli errori che inficiano la comunicazione, che provocano
irritazione nell’ascoltatore, che danno un’immagine erronea del parlante non
nativo, che alimentano cliché e pregiudizi.
L’autocorrezione
guidata: è un attitudine mentale che sposta il ruolo dell’insegnante a
vantaggio dello studente.
La
correzione dello scritto:
si può analizzare lo scritto dello studente indicando dove ci sono degli
errori senza dire quali, la valutazione sarà sulla capacità di
autocorrezione dello studente, spesso gli errori non vengono prodotti per
ignoranza ma per insicurezza
I dettati
possono essere corretti allo stesso modo oppure a coppie.
La
correzione e valutazione orale:
è utile non interrompere lo studente ma memorizzare gli errori più salienti
e riassumerli alla fine, indicando dove ci sono stati errori e invitando lo
studente ad auto correggersi.
Domanda a
specchio
: cioè il ripetere le esatte parole dello studente sotto forma di domanda
Es: lo studente: sono 24 anni – Insegnante : ah, si, hai 24 anni?
La trasmissione
del messaggio viene prima della accuratezza
Percorso
didattico e percorso migratorio
Il percorso
didattico si propone in parallelo al percorso migratorio e procede lungo i
grandi temi centrali nella vita delle persone:
Identità
personale
Lavoro
Salute
Casa
Affetti
L’attività
didattica varia secondo il livello di competenza linguistica.
Alfabetizzazione
Gli immigrati
stranieri sono spesso più veloci nell’apprendimento degli analfabeti
italiani (che se al giorno d’oggi sono analfabeti è perché hanno difficoltà
generali dell’apprendimento).
L’analfabeta
straniero, al contrario di quello italiano viene da una cultura a oralità
primaria in cui la memorizzazione e il ricordo hanno un grande peso.
Il percorso di
alfabetizzazione deve basarsi, su quel meccanismo che è già in atto in
queste persone: il meccanismo molto forte della memorizzazione visiva e
uditiva.
Deve partire
da parole chiave o frasi significative che motivino il suo
apprendimento, che siano funzionali al contesto comunicativo desiderato, al
loro contesto di vita in Italia e ai loro bisogni in immigrazione.
Metodi per l’alfabetizzazione
Analitico sintetico
Sillabico
Globale
Analitico sintetico
L’imput iniziale
viene dato da una parola chiave e il percorso di apprendimento prevede tre
fasi:
Percezione
globale della parola (conoscenza intuitiva).
Analisi dei
fonemi che compongono la parola.
Risintetizzazione in unità dei fonemi analizzati.
Strategia efficace
perché permette di focalizzare l’attenzione su un elemento semplice (la
parola) grazie all’immagine che l’accompagna.
Sillabico
L’imput iniziale
è dato da una lettera il cui suono viene pronunciato in modo isolato e a
questa lettera vengono associate parole che cominciano col suono.
Si propongono
esercizi sulla combinazione di ogni consonante con le vocali.
E’ un metodo che
non attiva la motivazione degli studenti.
Può risultare
utile ma in una fase successiva e dovrebbe essere costruito sulla base di
argomenti significativi per il vissuto degli studenti accompagnati da
immagini.
Generalmente con
questo metodo vengono presentati 4 caratteri, ma è sconsigliabile.
Globale
L’imput iniziale
è dato da un insieme linguistico significativo (la frase) che coinvolge
attivamente gli studenti.
Vengono
utilizzate le frasi che gli studenti stessi comunicano e che sono vicine al
loro vissuto – se non sono in grado di esprimerle, provvederà l’insegnate a
preparare frasi significative e coinvolgenti.
In una prima
fase è meglio utilizzare solo un carattere (es. : stampato maiuscolo).
Le frasi devono
essere comprese da tutti oppure devono essere accompagnate da immagini.
Integrazione dei
metodi
I tre metodi si
completano l’un l’altro.
Ciò che importa
è il contesto comunicativo da sviluppare.
Prima oralmente.
E poi attraverso
la lettura e la scrittura.
Con l’aiuto di
immagini.
Esempio 1
Si fa una
domanda, es.: “Ciao, come stai?”
Si attendono le
risposte o si aiuta a darle (mimando se necessario).
“Sto bene, così
così, male” (senza scendere troppo in particolari come: abbastanza bene o
non c’è male).
Si scrivono alla
lavagna le risposte (magari in 3a persona).
Ci si concentra
sulle parole “bene, così così, male” sillabandole, mescolando le sillabe o
le lettere e utilizzandole per costruire altre parole.
Processo
Siamo partiti
dal globale.
Abbiamo
introdotto tre persone del verbo stare (non è il caso di coniugare il
verbo).
Abbiamo
analizzato alcune parole.
Ne abbiamo
costruite altre con cui possiamo costruire altre frasi.
Possiamo
riprocedere allo stesso modo.
Esempio 2
Mostriamo
un’immagine di supermercato, per indicare che si va a fare la spesa.
Mostriamo
immagini di prodotti che gli studenti potranno scegliere.
Accanto ciascuna
immagine lo studente trascrive il nome del prodotto scelto e che
l’insegnante ha scritto alla lavagna.
Si procede come
nell’esempio 1.
Ad un livello
più avanzato si può anche simulare l’acquisto in negozio, con tutte le frasi
di rito.
Argomento
esempio
Un argomento
fondamentale è il lavoro, senza lavoro niente soldi e niente acquisti.
I disoccupati
possono essere aiutati nell’esprimere oralmente semplici frasi circa quello
che sanno fare.
Sia chi ha
lavoro che chi lo cerca può essere aiutato a nominare gli strumenti di
lavoro usati al Paese o che usa in Italia, attraverso delle immagini.
L’insegnante può
preliminarmente indagare sul lavoro che facevano o che fanno gli studenti e
preparare così la lezione successiva.