Metodi e programmi

 

a cura di Ambra Gasparetto

Modalità di apprendimento

 

 La psicologia della Gestalt descrive la percezione in termini di

 

GLOBALITA’

ANALISI

SINTESI

 

In tale modello si ipotizza una percezione globale dell’evento comunicativo, qualunque sia.

Dopo aver globalmente percepito l’imput coinvolgendo primariamente l’emisfero destro del cervello, si muove ad una ricezione guidata dell’insegnante.

L’insegnante porta gli allievi ad analizzare gli elementi culturali, funzionali, grammaticali, alfabetici, sillabici, ecc., operazione che coinvolge che l’emisfero  sinistro del cervello. Sicché l’attività cognitiva coinvolge l’intierezza della persona.

 

La dimensione psico e neuro linguistica

 

Trova il suo coronamento in operazioni di  sintesi, cioè di riutilizzo - molto guidato all’inizio dell’unità didattica e poi, via via sempre più libero e creativo – di quanto si è acquisito in quell’unità, innestandolo sull’acquisizione derivata dalle unità precedenti.

Infine sia l’allievo sia l’insegnante hanno bisogno di fare il punto sull’effettiva acquisizione di quanto proposto – fase di verifica che consente di decidere se procedere ad una fase successiva o se necessaria un’attività di rinforzo di alcuni elementi, oppure di recupero  più generale per recuperare alcune lacune a monte.

 

Ordine naturale

 

Si tratta di un principio di graduazione del materiale, cioè si inizia dal presente, non dal passato, dall’affermativo, non dal negativo.

L’ordine naturale di acquisizione è una successione di elementi linguistici collocati in sequenza temporale.    

 

Metodo comunicativo situazionale

 

Si basa sul principio che la lingua da imparare è uguale alla lingua da usare.

Non a caso i testi di italiano L2 scelti per le classi di immigrati propongono percorsi di apprendimento collegati a situazioni reali che li coinvolgono.

 

Approccio funzionale

 

Mira all’insegnamento della competenza comunicativa.

Sono fondamentali i bisogni degli allievi, ossia l’uso che intendono fare della lingua.

 

Approccio interculturale

 

Ogni argomento introdotto prevede lo scambio culturale graduato secondo i livelli, ad esempio: come si dice nella tua lingua - come si fa/si usa al tuo paese - descrivi il tuo paese

 

Approccio autobiografico

 

Al centro dell’apprendimento c’è la persona. Ascoltando la persona e il suo bisogno comunicativo, possiamo rimandarle in forma corretta l’espressione di sé, del suo mondo, del suo vissuto.

Possiamo utilizzare questo “materiale” per la lezione, graduandolo secondo il livello.

Questo approccio è  valido per qualsiasi livello

E’ utile all’interazione di gruppo, per rafforzare processi di auto-aiuto.

Supporta la relazione al di fuori della scuola.

E’ terapeutico (migrare comporta traumi).

E’ motivante.

 

Ascolto attivo

 

Per un ascolto attivo è necessario:

 

Creare il clima adatto.

Lasciare spazio per la presa di parola.

Non riempire lo spazio che segue con commenti.

Limitarsi al rimando linguistico ripetendo la frase correttamente.

Non insistere sull’errore o sulla ripetizione della frase corretta da parte dello studente, lasciar fluire il discorso.

Prendere nota e in seguito riscrivere sulla lavagna

Se il discorso non è chiaro, supportare con “vuoi dire questo?”

Saper ascoltare il silenzio e il bisogno di dire nascosto.

Non porre domande troppo dirette.

Esporsi/rivelarsi per primi.

  

Gli errori

 

Spesso l’errore è frutto di interferenza della lingua madre.

L2 viene appresa tramite costruzione di ipotesi relativi alla sua strutturazione e ai suoi significati.

L’errore è una forma scorretta provvisoria in quanto si adatta una strategia di esemplificazione.

La insistente correzione degli errori può essere dannosa in quanto gli allievi la sperimentano come insuccesso , si demotivano, si fanno vincere dalla paura di esporsi, di fare delle gaffe.

L’errore può essere un indicazione del grado di conoscenza raggiunta.

Vi sono errori che vanno corretti e errori che possono rimanere tali, al primo tipo appartengono gli errori che inficiano la comunicazione, che provocano irritazione nell’ascoltatore, che danno un’immagine erronea del parlante non nativo, che alimentano cliché e pregiudizi.

L’autocorrezione guidata: è un attitudine mentale che sposta il ruolo dell’insegnante a vantaggio dello studente.

La correzione dello scritto: si può analizzare lo scritto dello studente indicando dove ci sono degli errori senza dire quali, la valutazione sarà sulla capacità di autocorrezione dello studente, spesso gli errori non vengono prodotti per ignoranza ma per insicurezza

I dettati possono essere corretti allo stesso modo oppure a coppie.

La correzione e valutazione orale: è utile non interrompere lo studente ma memorizzare gli errori più salienti e riassumerli alla fine, indicando dove ci sono stati errori e invitando lo studente ad auto correggersi.

Domanda a specchio : cioè il ripetere le esatte parole dello studente sotto forma di domanda Es: lo studente: sono 24 anni – Insegnante : ah, si, hai 24 anni?

           

La trasmissione del messaggio viene prima della accuratezza

 

Percorso didattico e percorso migratorio

 

Il percorso didattico si propone in parallelo al percorso migratorio e procede lungo i grandi temi centrali nella vita delle persone:

 

Identità personale

Lavoro

Salute

Casa

Affetti

 

L’attività didattica varia secondo il livello di competenza linguistica.

 

Alfabetizzazione

 

Gli immigrati stranieri sono spesso più veloci nell’apprendimento degli analfabeti italiani (che se al giorno d’oggi sono analfabeti è perché hanno difficoltà generali dell’apprendimento).

 

L’analfabeta straniero, al contrario di quello italiano viene da una cultura a oralità primaria in cui la memorizzazione e il ricordo hanno un grande peso.

 

Il percorso di alfabetizzazione deve basarsi, su quel meccanismo che è già in atto in queste persone: il meccanismo molto forte della memorizzazione visiva e uditiva.

 

Deve partire da parole chiave o frasi significative che motivino il suo apprendimento, che siano funzionali al contesto comunicativo desiderato, al loro contesto di vita in Italia e ai loro bisogni in immigrazione.

 

Metodi per l’alfabetizzazione

 

Analitico sintetico

Sillabico

Globale 

 

Analitico sintetico

 

L’imput iniziale viene dato da una parola chiave e il percorso di apprendimento  prevede tre fasi:

Percezione globale della parola (conoscenza intuitiva).

Analisi dei fonemi che compongono la parola.

Risintetizzazione in unità dei fonemi analizzati.

 

Strategia efficace perché permette di focalizzare l’attenzione su un elemento semplice (la parola) grazie all’immagine che l’accompagna.

 

Sillabico

 

L’imput iniziale è dato da una lettera il cui suono viene pronunciato in modo isolato e a questa lettera vengono associate parole che cominciano col suono.

Si propongono esercizi sulla combinazione di ogni consonante con le vocali.

E’ un metodo che non attiva la motivazione degli studenti.

Può risultare utile ma in una fase successiva e dovrebbe essere costruito sulla base di argomenti significativi per il vissuto degli studenti accompagnati da immagini.

Generalmente con questo metodo vengono presentati 4 caratteri, ma è sconsigliabile.

 

Globale

 

L’imput iniziale è dato da un insieme linguistico significativo (la frase) che coinvolge attivamente gli studenti.

Vengono utilizzate le frasi che gli studenti stessi comunicano e che sono vicine al loro vissuto – se non sono in grado di esprimerle, provvederà  l’insegnate a preparare frasi significative e coinvolgenti.

In una prima fase è meglio utilizzare solo un carattere (es. : stampato maiuscolo).

Le frasi devono essere comprese da tutti oppure devono essere accompagnate da immagini.

 

Integrazione dei metodi

 

I tre metodi si completano l’un l’altro.

Ciò che importa è il contesto comunicativo da sviluppare.

Prima oralmente.

E poi attraverso la lettura e la scrittura.

Con l’aiuto di immagini.

 

Esempio 1

 

Si fa una domanda, es.: “Ciao, come stai?”

Si attendono le risposte o si aiuta a darle (mimando se necessario).

“Sto bene, così così, male” (senza scendere troppo in particolari come: abbastanza bene o non c’è male).

Si scrivono alla lavagna le risposte (magari in 3a persona).

Ci si concentra sulle parole “bene, così così, male” sillabandole, mescolando le sillabe o le lettere e utilizzandole per costruire altre parole.

  

Processo

 

Siamo partiti dal globale.

Abbiamo introdotto tre persone del verbo stare (non è il caso di coniugare il verbo).

Abbiamo analizzato alcune parole.

Ne abbiamo costruite altre con cui possiamo costruire altre frasi.

Possiamo riprocedere allo stesso modo.

 

Esempio 2

 

Mostriamo un’immagine di supermercato, per indicare che si va a fare la spesa.

Mostriamo immagini di prodotti che gli studenti potranno scegliere.

Accanto ciascuna immagine lo studente  trascrive il nome del prodotto scelto e che l’insegnante ha scritto alla lavagna.

Si procede come nell’esempio 1.

Ad un livello più avanzato si può anche simulare l’acquisto in negozio, con tutte le frasi di rito.

 

Argomento esempio

 

Un argomento fondamentale è il lavoro, senza lavoro niente soldi e niente acquisti.

I disoccupati  possono essere aiutati nell’esprimere oralmente semplici frasi circa quello che sanno fare.

Sia chi ha lavoro che chi lo cerca può essere aiutato a nominare gli strumenti di lavoro usati al Paese o che usa in Italia, attraverso delle immagini.

L’insegnante può preliminarmente indagare sul lavoro che facevano o che fanno gli studenti e preparare così la lezione successiva.

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